Consulta boccia il Lodo Alfano, Berlusconi
all'attacco.
Ritenuto illegittimo il provvedimento che rende immuni le quattro più alte cariche istituzionali. Violato l'articolo 3, quello dell'uguaglianza davanti alla legge.
Dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta è scattata l'ira di Berlusconi. Si dice pronto a difendersi nelle aule di tribunale e "andando in televisione" per dimostrare "di che pasta sono fatto". Il premier lo ha detto il in un'intervista al 'Gr1' registrata ieri. "Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi che - ha detto il premier - illustrerò agli italiani andando anche in tv, mi difenderò io stesso anche nelle aule del tribunale facendo esporre al ridicolo gli accusatori e mostrando agli italiani di che pasta sono fatti loro e, se mi consente di che pasta sono fatto io".
E ieri sera, intervendendo telefonicamente a Porta a Porta, il premier ha attaccato: "In Italia abbiamo una minoranza di giudici di sinistra, una stampa di sinistra con a capo 'Repubblica', una Rai che, a parte lei signor Vespa, va contro il governo, e in più un capo dello Stato espressione della vecchia maggioranza di sinistra".
"Una sentenza politica", è il coro che si è levato dalla maggioranza dopo che l'attesissima decisione della Corte Costituzionale sul cosiddetto Lodo Alfano è piombata ieri verso le 18. Mentre dall'opposizione - in un clima di scontro sempre più violento - si critica il presidente del Consiglio e le sue dichiarazioni "irresponsabili", come dice il leader del Pd Franceschini.
Il provvedimento sulla immunità delle quattro più alte cariche istituzionali è stato dichiarato illegittimo perché viola due norme della Costituzione: l'articolo 3, che stabilisce l'uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l'articolo 138 sulle procedure di revisione della Carta. Dunque, ha sentenziato la Consulta con una decisione presa a maggioranza (9 sì e 6 no), sarebbe servita una legge costituzionale per legittimare lo 'scudo processuale' per i presidenti della Repubblica, delle Camere e del Consiglio.
Ed è una decisione che ha diviso, ma alla quale i giudici rivendicano di essere arrivati "serenamente". Il presidente del Consiglio, in reazione, è un fiume in piena: attacca la sinistra, la stampa, i programmi tv e la satira. Attacca ovviamente la Consulta che ha emesso una sentenza "politica" perché è fatta "in maggioranza da
giudici rossi". E affonda il colpo direttamente verso il Colle più alto: il Quirinale.
Uscendo da Palazzo Grazioli, Berlusconi ha detto "Vado avanti. Dobbiamo governare per cinque anni con o senza il Lodo". Ora il premier si trova esposto a quattro procedimenti: potrebbero riprendere i processi Mediaset-diritti tv e caso Mills; mentre un terzo procedimento, Mediatrade, potrebbe approdare in aula se il premier dovesse essere rinviato a giudizio nei prossimi mesi. Un altro procedimento pende, invece, a Roma: riguarda l'inchiesta su una presunta compravendita di senatori all'epoca del governo Prodi.
LA STAMPA ESTERA
La sentenza della corte costituzionale italiana che ha bocciato il 'Lodo Alfano' è in primissimo piano sulla stampa estera che dà grande risalto alla vicenda sia con articoli di informazione che con commenti e editoriali.La stampa americana, di norma poco reattiva rispetto alle vicende italiane, questa volta è molto interessata. THE WASHINGTON POST titola "La massima corte respinge l'immunità per il premier italiano" e scrive che questa decisione "è uno dei colpi più seri ricevuti da Berlusconi nella sua quindicennale lotta con la magistratura italiana". Il NEW YORK TIMES titola a sua volta "Corte italiana rifiuta l'immunità per il premier" e scrive che si tratta di "un giudizio ch riapre i processi per corruzione contro di lui e peggiora la sua già indebolita posizione politica".
Il FINANCIAL TIMES apre sulla vicenda col titolo a quattro colonne "Berlusconi perde l'immunità" e una foto che mostra il premier a capo chino con sullo sfondo dei corazzieri in divisa di gala. L'articolo commenta : "ieri sera il premier ha messo le basi per aprire un duro confronto col potere giudiziario quando ha denunciato la corte suprema di essere dominata da giudici di sinistra". Il GUARDIAN scrive: "Corte italiana stabilisce che la legge di immunità per Berlusconi è incostituzionale" e osserva che la sentenza "sprofonda l'Italia in una tempesta politica" mentre rappresenta un "serio colpo per Berlusconi, già costretto sulla difensiva dai danni derivanti dallo scandalo di sesso e droga in cui è stato accusato di beneficiare dei servizi di prostitute". Di una decisione "drammatica" dell'alta corte parla a sua volta L'INDEPENDENT che rileva come la replica di Berlusconi contro i giudizi abbia "alzato la pressione politica". Ora, aggiunge il giornale, diventa più probabile una riapertura dei processi contro di lui. Il TIMES sottolinea invece come dopo la decisione della corte "Berlusconi lotti per la sua carriera" e per la sua "sopravvivenza politica". "La drammatica decisione riaprirà diversi processi penali contro il premier e potrebbe portare al crollo del suo governo". Dalla Francia LE FIGARO parla in prima pagina di un "Silvio Berlusconi in difficoltà dopo la perdita dell'immmunità" mentre LIBERATION titola: "Invalidata l'immunità penale di Berlusconi", una decisione, spiega, che "potrebbe avere importanti conseguenze sul mandato di Berlusconi". In Spagna EL PAIS titola citando lo stesso premier - "Il tribunale è di sinistra, vado avanti lo stesso" - mentre anche EL MUNDO si concentra con lo scontro con la magistratura: "Berlusconi accusa i giudici rossi di utilizzare la giustizia come forma di lotta politica".apertura o taglio molto alto su tutte le edizioni online dei giornali tedeschi per la sentenza della Corte costituzionale. Numerosi anche i commenti e gli editoriali: "Alla fine è stato messo un freno a Berlusconi", titola il settimanale progressista DIE ZEIT, che giudica la "coraggiosa" decisione della Consulta una "sorpresa". Per un altro settimanale, DER SPIEGEL, i "Giudici sguinzagliano la giustizia su Berlusconi": "Nulla ha finora danneggiato il primo ministro, né le concubine, né le festicciole con una minorenne; ma adesso la Corte costituzionale ha tolto l'immunità a Berlusconi. E' l'ultima chance per la giustizia di portarlo sul banco degli imputati. O troverà ancora una volta qualche trucchetto?", si chiede lo Spiegel. Apertura sul conservatore DIE WELT: "La Corte toglie l'immunità a Berlusconi" e sulla SUEDDEUTSCHE ZEITUNG: "Berlusconi potrà essere processato". Titoli di primo piano anche sui quotidiani svizzeri ed austriaci: "La corte costituzionale cancella una legge controversa", scrive la NEUE ZUERCHER ZEITUNG e "Berlusconi perde l'immunità" titola l'austriaco DER STANDARD, sottolineando la gioia dell'opposizione.
LA CONSULTA
La Consulta è composta per un terzo da giudici nominati dal Capo dello Stato, per un altro terzo da giudici provenienti dalle alte Corti (Cassazione, Consiglio di Stato e Corte deiConti) e per un?altra parte dal Parlamento. Due giudici, Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, parteciparono la scorsa estate a una cena con il premier Silvio Berlusconi e il Guardasigilli Angelino Alfano che fece molto discutere.
La Corte bocciò nel 2004 il Lodo Schifani per incostituzionalità. La "nuova versione" voluta dal governo ha cercato di correggere gli elementi di incostituzionalità rilevati. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano motivò il suo via libera alla legge dicendo che essa corrispondeva ?ai rilievi formulati nella sentenza? della Consulta sul Lodo Schifani
IL LODO ALFANO
Riguarda quattro figure istituzionali e non più cinque: è stato escluso il Presidente delle Corte Costituzionale perché la sua non è una carica elettiva. La sospensione dei processi "opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura". Insomma la sospensione può durare al massimo il periodo di una legislatura (5 anni, salvo lezioni anticipate). Nel lodo Schifani poteva essere prorogata senza limiti fin quando l'imputato deteneva una delle cinque cariche previste. L'imputato può rinunciare alla sospensione. Prima agiva d'ufficio. Sono compresi anche i cosiddetti reati "extrafunzionali", cioè quelli non collegati alla funzione istituzionale. Cioè i reati comuni (truffa, furto, omicidio ecc.), anche commessi prima di assumere la carica. In questo non c'è differenza rispetto alla formulazione precedente. (Apcom)
Fonte: Virgilio.it
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Rosica! ahahah
che fanatico, s'è sgamato da solo