Trailer: Cado Dalle Nubi.
Ecco il film di Checco Zalone
Checco vive in Puglia e coltiva il sogno di fare il musicista
neomelodico ma la sua ragazza, Angela, non lo prende sul serio e,
stanca del suo disimpegno, lo abbandona. Addolorato, Checco lascia
Polignano a mare e va dal cugino a Milano. Qui conosce la bella Marika,
figlia di un leghista convinto, alla quale sembra non interessare che
come amico, buffone di corte. Affranto, Checco decide allora di tentare
il provino per il programma "I want you", che seleziona talenti
musicali per la tv. 
Luca Medici, alias Checco Zalone, come tanti suoi colleghi s'imbarca
sul volo che dal piccolo schermo, dal palcoscenico dei comici
televisivi, porta al cinema, dentro un film. Con sé non ha una valigia
di cartone ma un bagaglio più solido, che resiste al tragitto: un
copione estremamente lineare, talora sbrigativo, ma mai volgare, e un
gruppo di attori di contorno - su cui svetta Dino Abbrescia - che non
si accontentano di offrire una spalla ma creano un piccolo mondo in una
stanza.
Finisce alla pari, dunque, il confronto tra Checco Zalone e lo
spettatore accorto. A svantaggio dell'attore, il fatto che, nonostante
non si tratti di una sequela di gag ma di un film in tutto
autosufficiente, non per questo Cado dalle nubi
si potrà vedere con lo stesso piacere più di una volta: è un umorismo
one shot, occorre accontentarsi; a suo merito, che la risata è certa,
incontenibile.
Si riconfermano i punti forti dell'interprete: l'abilità nella
scrittura della canzonetta demenziale nel contenuto e credibile
nell'esecuzione e l'uso di un italiano storpiato dall'ignoranza,
vergognosamente vicino a quello di tanta gente, giù dallo schermo.
Gaffeur nato, "fenomeno" di stoltezza, il corpo comico di Checco Zalone
è quello del modello sacrificale, che mette alla berlina in prima linea
se stesso per costringere i suoi interlocutori al riesame di sé, alla
fuoriuscita delle contraddizioni.
Scritto da Zalone stesso in coppia fissa con l'autore dei suoi testi Gennaro Nunziante, qui anche regista, Cado dalle nubi
non rivede certo la storia della comicità cinematografica, non ne
cambia una virgola né aggiunge una mezza frase, ma ha il pregio, nella
sua meravigliosa mediocrità (per usare un'espressione che il film
dedica al suo protagonista), di andare a stanare la piccola Iltalia che
nella cronaca è fatta più di concetti che di immagini - i giovani
dell'oratorio, le manifestazioni leghiste di portata locale - e di
raccontarla senza ricorrere per forza al grottesco, cosciente che,
ahinoi, non ce n'è nemmeno bisogno.
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