La Campania dice no al nucleare.
Una norma della finanziaria regionale 2010, proposta da Idv, preclude la possibilità di costruire impianti nel territorio campano; contrario il Pdl
Caserta - Il Consiglio regionale della Campania dice no al Piano per il Nucleare del Ministro per lo sviluppo economico Scajola: la decisione emerge nel testo dell’ultima Legge Finanziaria, approvata nel corso dell’ultima notte dell’anno. “In assenza di intese con lo Stato in merito alla loro localizzazione - recita il comma 2 dell'articolo 1 del testo - il territorio della Regione Campania è precluso all'installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonché di depositi di materiali radioattivi".
Come altre regioni, che si erano opposte con un ordine del giorno o con una delibera di giunta, ma in modo ancor più netto perché per mezzo di una legge, la Campania rifiuta la soluzione proposta dal governo per risolvere il deficit energetico del nostro paese.
"Abbiamo salvato la Campania da un piano scellerato” annuncia il Presidente della Commissione di Bilancio Nicola Marrazzo, dell’Italia dei Valori, il partito che ha avanzato la proposta della norma. “Ora il governo deve concordare le sue scelte con la Regione, mentre prima poteva fare ciò che voleva. Con questa legge abbiamo piantato un paletto forte e resistente. Se non bastasse - aggiunge - abbiamo depositato i quesiti alla Corte Costituzionale per promuovere un referendum abrogativo. In Campania non c'è spazio per il piano Scajola, pensato solo per far piacere ai grandi produttori di energia". D’accordo con l’IdV anche Sinistra e Libertà: “Il Sud ha il sole per trecento giorni all'anno ? ha dichiarato al proposito il capogruppo Tonino Scala ? e ancora oggi non riusciamo a valorizzare la maggiore risorsa di cui godiamo. Il piano di Scaiola è inapplicabile mentre basterebbe un programma di seri incentivi per rendere autosufficienti molte abitazioni grazie alle energie alternative".
Di parere contrario invece il Popolo della Libertà, che annuncia già il ricorso per illegittimità contro l’approvazione della norma che dice no al nucleare “Quella parte della Finanziaria - spiega il leader dell'opposizione Franco D'Ercole - potrebbe essere impugnata dal governo in quanto la scelta sul nucleare risponde ad una scelta strategica nazionale che è sottratta alla competenza regionale. Da parte nostra abbiamo contestato duramente la norma promossa dall'Italia dei Valori con un emendamento che è stato bocciato"; poi aggiunge: "Noi non diciamo che in Campania debbano necessariamente farsi le centrali, ma affermare il principio che la Campania non può autorizzare l'installazione di centrali nucleari può comportare il rischio di rimanere a secco di energia".
Fonte: tuttiinpiazza.it
Autore: Valentina Sanseverino
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e cert... mia madre quando avevo 6 mesi, in pieno rischio nube da chernobyl (spero si scriva così) fu costretta a svezzarmi prima per l'allerta sul latte in polvere. Ora, se non mi sbaglio la città russa (al tempo) si trova ora in Ucraina, e pensare che ci sono centrali a due passi dal confine francese. Allora cosa dire, solita ignoranza tutta italiana, che denota scarsa (se non inesistente) conoscenza della tecnologia nucleare (sia di terza che di quarta generazione) ma anche una decisione puramente ideologica e nulla più. Già abbiamo perso il treno del nucleare in passato, spero che tra una ventina d'anni non saremo costretti ad auto-eliminarci anche dalle ricerche per la fusione nucleare, di cui l'italia è tra i principali promotori, solo per colpa di referendum votati da ignoranti (che saremo noi)