Psystar ricorre in appello.
Riuscirà la Psystar a ritornare in auge?
Per dirla con Carlo Lucarelli, se questa fosse un’antologia di racconti sarebbe “A volte ritornano”, di Stephen King. Ebbene si, come avete potuto intuire dal titolo Psystar è tornata alla carica e ha depositato ufficialmente la richiesta per il ricorso in appello. Forse i fratelli Pedraza sono ancora insoddisfatti della batosta che gli è stata rifilata dal giudice Alsup
del tribunale della California del Nord, o forse cercano semplicemente
per cercare di rimandare il più possibile la scadenza dei termini per il versamento dei danni ad Apple, dato che la liquidazione del risarcimento non diverrà operativa fino a che le diatribe legali non saranno del tutto appianate. Psystar aveva già annunciato di non volersi arrendere
e di voler ricorrere in appello, nonostante la sentenza del giudice
Alsup non lasciasse adito a dubbi circa l’illiceità dell’attività
condotta dall’azienda. Serviva tuttavia la Notice of Appeal
(il documento depositato nei giorni scorsi) per rendere ufficiale il
ricorso. Il nuovo procedimento non mancherà di tirare ancora per le
lunghe il contenzioso, iniziato formalmente nell’estate 2008 con la
citazione in giudizio del produttore di cloni da parte di Apple.
Allo stato attuale Psystar è impossibilitata a vendere i propri cloni
Mac a causa dell’ingiunzione permanente comminata dal giudice Alsup.
Per evitare ulteriori rogne i Pedraza hanno deciso di sospendere anche
la vendita del software Rebel EFI, un programma basato su codice Open Source che
dovrebbe permettere l’installazione di Mac OS X su comuni PC. Ciò
nonostante Psystar non ha chiuso e sul sito dell’azienda al momento è
solo possibile effettuare una donazione o acquistare una T-Shirt di supporto decorata con una frase di dubbio gusto.
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