Trailer: Il mondo dei replicanti.
Thriller fantascientifico che aiuta a riflettere sui confini etici della scienza
L'agente Greer e l'agente Peters sono chiamati a investigare
sull'uccisione del figlio del dottor Lionel Canter. In realtà nessuno
dei tre è umano. Né Greer, né la sua collega né tantomeno il figlio di
Canter. Costui è l'inventore dei ?Surrogati', automi che assumono
l'aspetto che ogni umano desidera, uscendo in sua vecenella vita reale
e lasciando il proprio ?originale' in carne ed ossa a casa al sicuro.
Nel mondo ce ne sono ormai un miliardo ma sta accadendo qualcosa di
molto strano e pericoloso per loro: sembra esserci un virus che,
uccidendo il simulacro di cavi e acciaio, distrugge anche il cervello
dell'umano a lui collegato. Greer vuole andare a fondo; dapprima come
macchina e in seguito come essere umano.
Michael Ferris e John D.Brancato (il duo che ha scritto Terminator Salvation)
ispirandosi a un fumetto di Robert Venditti e Brett Weldele hanno fatto
ancora centro. Hanno cioè sviluppato due percorsi che procedono
narrativamente in modo fluido tenendo viva l'attenzione sia di chi ama
il thriller con aspetti fantascientifici sia di chi non disdegna
riflessioni sociopolitiche. Perché per un verso abbiamo l'ormai
?solito' Bruce Willis, poliziotto pronto ad andare oltre le regole pur
di raggiungere l'obiettivo di cui seguire l'azione (in coppia con una
donna questa volta).
Dall'altro però possiamo seguire un'azione
che si dipana all'interno di un interrogativo che, come sempre accade
quando la sci-fi è di qualità, non è poi così distante dalla realtà
sociopolitica attuale. Perché in un mondo in cui i mezzi di
comunicazione (e basta assistere a certi tg nostrani) sembrano
finalizzati solo a instillare la paura dell'altro (omicidi, incidenti
stradali, diversi, extracomunitari ed oltre) l'idea di potersene stare
a casa mentre c'è chi affronta il ?mondo fuori' al nostro posto rischia
di insinuarsi pericolosamente nelle coscienze. Mostow riesce a far
percepire con grande acume il mood di questa umanità che si ritrae,
pronta a rinunciare ad essere se stessa a cui si pongono, ghettizzati,
gli irriducibili.
Anche se nel film si ritrovano degli echi sia del già citato Terminator sia dello ?squid' di Strange Days
l'originalità prevale. Ogni film che ci aiuti a riflettere sui confini
etici che la scienza non può non darsi è benvenuto. Se poi sa anche
essere vero entertainment il merito è ancora maggiore.
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