Hamsik salva la panchina di Donadoni.
Gli azzurri non convincono ma agguantano tre punti fondamentali con una
doppietta dello slovacco. Intanto è lite tra De Laurentiis e Marino
Napoli - Nonostante di fronte ci fosse il Siena, oggi non era facile vincere. E
non solo perché la formazione toscana ha dimostrato di essere una
compagine difficile da affrontare soprattutto in trasferta. Il clima al
San Paolo è surreale, la contestazione pronta ad esplodere. Come se non
bastasse, mezz?ora prima della partita, De Laurentiis, in un?intervista
rilasciata a Sky, spara a zero su Donadoni e Marino, dichiarando come
la scelta dell?allenatore bergamasco sia stata frutto della casualità e
invitando il direttore generale ad assumersi le proprie responsabilità
di una campagna acquisti che, dopo gli squilli di tromba estivi, sta
dimostrando sul campo errori e valutazioni sbagliate.
Con queste promesse è quasi normale che gli azzurri partano col freno a mano tirato.
Nonostante
il rientro di Cigarini e Datolo dal primo minuto, il Napoli del primo
tempo è imbarazzante. Il Siena, che rinuncia a Calaiò e schiera
Maccarone unica punta, controlla facilmente la partita e non regala
spazio ai partenopei.
Il pallone sembra bruciare tra i piedi degli
azzurri, e dopo dieci minuti piovono già i primi fischi. L?unico che
prova a dare una svolta è Maggio, autore di qualche buono spunto sulla
destra. Alla mezz?ora il croato Jajalo è in netto ritardo su un affondo
dell?esterno. Il contatto è netto, il rigore solare, ma l?arbitro
Valeri non vede e fa segno di proseguire.
Poco prima era stato annullato un gol a Lavezzi per fuorigioco millimetrico.
Il
Napoli sfiora il gol al 40?, quando un affondo di Datolo sulla sinistra
libera al tiro Maggio. La conclusione a botta sicura dell?azzurro viene
salvata sulla linea da Del Grosso.
Allo scadere è il Siena a sfiorare il vantaggio con Terzi che spara alto da due passi.
Nella ripresa c?è Rinaudo al posto del titubante Aronica.
Al
primo affondo il Napoli passa: cross dalla destra di Quagliarella,
sponda di testa di Datolo, Curci si addormenta e Hamsik ci mette il
ciuffo: è 1 a 0, tra le vibranti proteste del Siena per una spinta
dell?argentino su Vergassola.
Dovrebbe essere la rete che infonde
tranquillità alla squadra, ma, cinque munuti dopo, la difesa del Napoli
si conferma reparto poco affidabile, quando Maccarone si libera con
facilità della statua di sale Rinaudo e beffa De Sanctis con un
rasoterra preciso.
Ma la fortuna stavolta sorride ai padroni di
casa. Minuto 62: ancora un cross di Quagliarella e pallone che sbatte
sulla mano di Brandao. Nonostante la distanza sia ravvicinata, per
Valeri questa volta è rigore. Quagliarella si impossessa del pallone ma
dalla panchina arriva l?ordine di farlo tirare ad Hamsik. Lo slovacco
fa saltare le coronarie degli appena 25mila del San Paolo facendosi
parare il tiro dagli undici metri, ma è pronto sulla respinta di Curci
e mette a segno la doppietta personale che spiana la strada verso il
successo.
Giampaolo prova a rimontare schierando contemporaneamente
4 attaccanti: Reginaldo, Calaiò, Paolucci e Maccarone, mentre Donadoni
sostituisce un Cigarini ancora mediocre per Pazienza. Il Napoli
potrebbe gestire meglio il finale di gara ma, tra palpitazioni ed
affanni, acciuffa tre punti che fanno respirare Donadoni almeno per
un?altra settimana.
Una vittoria importante che non ha mascherato i
limiti di questo Napoli. Limiti evidenti, oltre che nel gioco, anche
nella struttura della società.
Restiamo sconcertati nell?apprendere
le dichiarazioni furiose di un De Laurentiis che, a mezz?ora da una
partita decisiva, sfiducia allenatore e direttore sportivo.
Un
presidente che blatera a ruota libera, parla solo attraverso la stampa,
accusa i suoi principali collaboratori senza mezze misure e con totale
assenza di stile.
Il direttore sportivo ovviamente non ha gradito le
critiche ed ha abbandonato lo stadio a pochi minuti dall?inizio
dell?incontro.
Appare inevitabile a questo punto un divorzio dopo un matrimonio di cinque anni.
Fonte: tuttiinpiazza.it
Autore: Roberto Bratti
Categoria: Sport











