Tuttiinpiazza: D'addario docet.
"Quella sera, a Palazzo Grazioli, Berlusconi sapeva che ero una escort". Oggi il Paese volta la faccia dall?altra parte, a nessuno sembra interessare
Caserta - Alla fine la tanto temuta puntata di Annozero con la D'Addario è andata in onda. Share del 29 per cento con un incremento di due milioni di telespettatori rispetto alla settimana scorsa. Ma parlare di share in questi casi ci sembra inopportuno, fuorviante. Anche se la trasmissione fosse stato un flop, il fatto che una escort vada in onda in prima serata su un canale pubblico e senza indugi dica a tutto il paese "Quella sera, a Palazzo Grazioli, Berlusconi sapeva che ero una escort". Ho passato la notte lì. Tutti lo sapevano, anche le ragazze e Tarantini" è cosa grave, gravissima. E non perché la Rai non deve prestarsi a queste cose, per un codice etico che le vieti di trattare certi argomenti in prima serata.
E' il vecchio proverbio zen che recita "Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito". Ma il proverbio non considera la mala fede. Chi in questa settimana s'è scagliato contro Annozero tuonando cose incomprensibili riguardo la Rai, quello che dovrebbe essere il servizio pubblico e tirando in ballo i bambini ed il canone, indica il dito, non la luna. Il problema serio, quello che in altri Paesi sarebbe uno scandalo, è che il Presidente del Consiglio si intrattenga con escort e ragazze portate da una persona indagata per induzione alla prostituzione e detenzione di cocaina ai fini di spaccio.
Dove finisce la morale pubblica in Italia e dove inizia quella privata? Quali obblighi ha un Presidente del Consiglio, quali i doveri oltre ai poteri? Perché negli Stati Uniti la vita di ogni singolo rappresentate del popolo viene messa sotto la lente di ingrandimento mentre da noi alla classe dirigente è concesso tutto? Perché quel 29 per cento di share non scende in piazza e si rivolta contro un premier che infanga l'onorabilità del nostro paese e della sua storia?
Allora il problema smette di essere Berlusconi e la sua condotta privata esecrabile (quello che la stessa Veronica Lario ebbe a definire un ciarpame senza pudore) e questa storia getta una luce (sinistra) su tutti noi e su quello che siamo diventati. Per molto meno in altri Paesi un presidente del Consiglio verrebbe cacciato a calci e costretto alle dimissioni. Noi perdoniamo tutto, o meglio soprassediamo e voltiamo la faccia. Fino a che Berlusconi può permettersi di dire che gli italiani sono con lui, perché tutti "sognano di essere come lui".
Spero veramente che si sbagli, che abbia torto. Che l'Italia e gli italiani siano migliori del signore in questione. L'Italia non può essere diventata la patria delle puttane, degli imprenditori con la coca e le ragazze pronte ad ogni evenienza, delle ragazzine di 18 anni che vanno a Roma in braccio a Papi che gli canta le canzoni, dei fondatori di Forza Italia indagati per associazione mafiosa, degli stallieri mafiosi ad Arcore, delle società off shore di Berlusconi, dei capitali illeciti fatti rientrare dall?estero, del lodo Alfano.
Siamo tutti vittime o comunque carnefici di questa situazione? Chi nonostante lo schifo e lo sdegno per tutto questo non manifesta il proprio dissenso è egli stesso colpevole. Dopo tutto ognuno ha il Presidente del Consiglio che si merita.
Fonte: tuttiinpiazza.it
Autore: Raimondo Simonetti
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